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LE NOVITA’ DI QUEST’ULTIMO PERIODO
 

Ci sono emozioni che durano per sempre
e lasciano un segno, profondo, entro te
vedere negli occhi poi la voglia di vincere
non mancherò a questa festa, a questa gara diversa
(Inno Volontari Torino 2006) 

 
 
Allora, dopo il post con le belle parole dello spot Fiat di quest’estate (ve n’eravate accorti?), scrivo un pochino avendo anche del tempo, di quest’ultimo periodo, che è stato abbastanza incasinato e pieno di soddisfazioni.
 
Ci eravamo lasciati se non sbaglio dal giorno del ritorno dal viaggio a Stoccolma, che mi permetto di ricordarvi, è una splendida città, ma non da visitare nei giorni di Capodanno, dato che è tutta chiusa. Comunque per informazioni più dettagliate su questa città, che ci tengo comunque a sottolineare che è e rimane da visitare, vi rimando a qualche post più in basso.
 
Tornato dal periodo di vacanza, mi sono rimesso subito agli studi (perchè, me ne sono mai staccato?), e ho portato avanti, anzi concluso, lo studio e il ripasso per corso di Finanza Aziendale (corso progredito), che ho sostenuto il giorno 10 gennaio 2008, dopo averlo seguito per tutto il semestre.
 
Ebbene arriva il gran giorno dell’esame: era come essere Grosso durante la finale Mondiale di Berlino 2006: dovevo tirare il mio rigore, era un rigore decisivo… e da lì a poco avrei capito quale sarebbe stato il mio futuro…
E’ con questi sentimenti che prendo il treno alla mattina alle 12:25, con una preoccupazione e una tensione che non provavo da tanto, troppo tempo. Di solito sono abbastanza sicuro e mi faccio prendere poco dall’agitazione prima di qualche esame, ma quella volta, quel giorno, forse perchè sapevo che sarebbe stato decisivo, ero proprio agitato.
 
I momenti antecedenti all’ingresso nella mitica aula G.110 Gemelli sono interminabili, ormai non so più dove sbattere la testa, maostento sicurezza: ormai sta arrivando il momento del "mio momento", non posso sbagliare! E con questo sentimento mi siedo quasi passivamente nel primo posto che trovo, ormai concentrato solo sull’esame, su quel foglio che per me vuol dire molto, troppo.
 
Dopo esserci sistemati tutti, ecco il momento della verità: l’arbitro mi dà il pallone, il Teamgeist, e mi dice: "Posizionalo sul dischetto, concentrati e colpiscilo". Ricevo così il foglio dell’esame, lo scorro velocemente e subito vedo un esercizio sul modello di Myers & Majluf sui costi di agenzia (a chiunque fosse interessato, glilo spiego in due parole, penso ormai di saperlo a memoria) e tiro un sospiro di sollievo. L’angolino della porta ormai l’ho scelto… Vado avanti e leggo le domande teoriche, non sono difficili, ormai sono a cavallo… Scelgo di tirare a destra, angolato alto…è un rischio, ma devo richiare. Ma lo sconforto mi assale, guardo la prima domanda, è un esercizio, sulle opzioni: è diviso in tre punti, il primo mi lascia perplesso; non importa, inizio a fare Myers & Majluf, poi al resto ci penserò. L’esercizio è perfetto, preciso in tutto e per tutto, cosi decido subito di affrontare la mia bestia nera: il primo esercizio.
 
Cosi lo analizzo, scrivo a cuor leggero quello che so di quel fatidico e fottuto primo punto, ma mi sembra troppo facile per essere vero. Faccio il secondo , recupero coraggio, completo il terzo in modo perfetto. Sono a cavallo, penso, prendo coraggio, ormai i minuti trascorrono, sono già pasate le 2 ore d’esame, ne ho solo ancora 1 prima del fischio finale. Faccio le due domande di teoria, prima quella sui sistemi di monitoring e bonding in Jensen & Meckling, ma è lunga…mamma quante cose si possono mettere, me ne vengono in mente tante… Faccio la prima facciata, la seconda, la terza… e poi la quarta e metà della quinta… è una prosopopea, non una risposta. Ormai stanco morto, occupo l’ultima mezz’ora per rispondere all’ultima domanda, e poi, rileggendo solo qui e lì consegno il mio compito. Ormai il peggio è passato: il senso di sollievo mi pervade: ce l’ho fatta!, penso. Ma poi mi torna in mente quel punto a) del primo esercizio…e ormai ci continuo a pensare.
 
Dopo qualche giorno, intanto preparavo l’esame di Gestione delle Risorse Umane, trovo le soluzioni in internet ed arriva la doccia fredda: è sbagliato. Sbagliato, tutti sappiamo cosa vuol dire, non è quello richiesto. Così ormai faccio solo i conti di quanto mi possono togliere per questa domanda, e fidatevi, i docenti di finanza ti tolgono punti persino se sbagli a scrivere la data sul foglio protocollo.
 
Il mio tiro, così ben preparato, ho scelto l’angolino e il lato, sta per essere stoppato, deviato dal portiere, poi possiamo solo immaginare se entrerà, o se viene sbattuto fuori… Ma il la Coppa del Mondo la voglio vincere. Ed è cosi che passano i giorni, ormai do sia gli esami di Risorse Umane che di Marketing II, ma il pensiero è fisso su quell’esame, che mi ha fatto cosi penare in questi mesi.
 
Finchè il martedi 22, mi alzo di buon’ora, controllo internet come al solito e vedo: "Finanza progredito" nell’area avvisi; subito capisco, e realizzo, sono usciti gli esiti… I momenti di caricamento del file sono sempre interminabili… passo in rassegna i voti, non sembrano bassi…. arrivo alla B…C…..D……G……….L………M…….. Malinverno Marco, matr. 3505965, voto finale 27! CAZZO!!!!!!!!!!! Quel fottuto esercizio! Avevo da fare quel giorno, e forse è stato meglio, ma subito ho pensato: il tiro deve finire in porta senza l’aiuto del portiere, ma perchè io l’ho tirato bene…
Così, seduta stante, decido di fare l’orale di Finanza: faccia a faccia con il mio incubo, di petto, con coraggio. Ormai non so più cosa ripassare, so tutto, sono sicuro ma nello stesso tempo intimorito: decido di farlo.
 
Il 24 gennaio, giorno del secondo appello, siamo in tanti in aula, il prof chiama e dice: chi vuole far l’orale, si sposti nell’altra aula. Mi alzo, coraggioso e a testa alta, e vado nell’aula di fianco. Mi ricorda tante cose, era quella delle lezioni. Non mi puoi tradire, gioco in casa. Aspetto, sono il primo della lista per l’orale. Entro, bene, ho di fronte chi mi ha fatto penare, chi mi ha tolto un punto alla volta per delle stupidate, ho di fronte chi deciderà, nel bene o nel male, il mio futuro. Ma io sono sicuro, forte della mia conoscenza, che non mi ha mai tradito. Partiamo, gli dico cosa penso di aver sbagliato, lo correggo seduta stante. Continuiamo, mi fa una seconda domanda, tentenno, il portiere mi fa qualche finta, ma limito i danni, come si suol dire. Mi guarda negli occhi, lo guardo negli occhi, mi fa un’ultima domanda: la più bastarda, la più ignobile, la classica domanda: "Adesso sì che ti faccio cadere io" ma io lo guardo negli occhi e gli rispondo nel migliore dei modi: è finito, è zitto al suo posto, ma mantiene sempre la sua forza, l’avversario, che rispetto ma che mi dice: Le do 29… E’ la mia vittoria, la palla è entrata, sono Campione del Mondo! Alzare di 2 punti un esame di questo tipo, con la persona che avevo di fronte vale almeno 3 o 4 esami messi assieme, perchè vincere guardando negli occhi il proprio avversario, che non è il tuo nemico, è un qualcosa di unico, e che da una soddisfazione immensa.
 
Così torno a casa, con la mia Coppa, una vittoria del mio spirito, del mio carattere, ormai forgiato ma che tante volte prende delle sberle così forti che lo rinvigoriscono, non lo indeboliscono mai. Mai.
 
Adesso finirò gli esami, gli ultimi, ma la mia soddisfazione me la sono tolta, e qualunque cosa accada, questo è già importante per me. Mi rendo conto che ho solo vinto una battaglia, ma che battaglia. Adesso vincerò anche la guerra. E poi allora si andrà via. Lontano, ma con una soddisfazione che se esternata sarà solo pari a un soffio di vento capace di muovere tutte le foglie di questo mondo.
 
Perchè: I know what it takes to be a Tiger. Cauz I am a Tiger.
 
Dopo questo lungo post, ma che ho scritto a braccio, vi lascio con questa splendida foto, che dà una gioia di vivere immensa, e che ti riempie di felicità solo a guardarla. Perchè tutto è possibile, basta solo volerlo.

 
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