Le nuvole…

Vanno, vengono,
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio…

Certe volte sono bianche e corrono
e prendono la forma dell’airone o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri…

Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore…

Vanno, vengono, ritornano,
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai…

Vanno, vengono
per una vera, mille sono finte,
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.
 

Fabrizio De Andrè, Le Nuvole.
 
Ho ascoltato questa canzone, anche se di per sè non lo è, un sacco di volte, ma è sempre bellissima. E’ il brano che da il titolo all’album del 1990. Il testo non è recitato da De Andrè ma da due donne, una anziana ed una giovane che lo enunciano sotto un tappeto sonoro intenso e sognante. Il pezzo si aggiudicò al Premio Tenco la nomina come brano dell’anno.
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