11 Settembre 2001 – Il Giorno dell’Infamia

 
Questo è un articolo che scrissi pochi giorni dopo quel tragico atto terroristico che l’11 Settembre 2001
sconvolse il mondo occidentale: due aerei si schiantarono contro il World Trade Center a New York,
provocando la morte di più di 2000 persone.
Un terzo aereo venne dirottato e fatto schiantare contro il Pentagono, sede della Difesa Americana, a Washington, DC. Un quarto aereo precipitò tra le foreste della Pennsylvania, grazie all’intervento di veri e propri eroi
 che riuscirono a disarmare i dirottatori e ad evitare un altro, terribile schianto.
 
Dall’estate al futuro cosa ha unito gli ultimi fatti di politica estera e interna
TUTTA LA STORIA, ALLA FINE, SI RICOLLEGA
È la storia che ci ha contrassegnato in questo periodo, ma siamo a conoscenza di tutto?
 
L’estate è ormai un ricordo, l’autunno è il presente, il 2002 il futuro. L’estate è la fine delle scuole, la gioia di chiudere i libri, l’ozio messo in pratica al mare o in montagna, periodo nel quale si dimenticano tutte le preoccupazioni e i pesi dell’anno scolastico appena terminato…per noi ragazzi, però. Per noi ragazzi, perché in estate il mondo non si ferma, anzi continua a girare a pieno ritmo. Dimostrazione sono i fatti accaduti quando noi eravamo in vacanza, quando i “grandi” si sono riuniti per discutere, in una giornata estiva ormai lontana, che comunque, vedo, fa ancora parlare. A Genova. Al G8. in mezzo a tanta gente.
Mi sembra superfluo ricordare i fatti accaduti, tanto ormai li conosciamo tutti. Alla vigilia di questo summit molti problemi sono sorti nelle menti delle persone, ossia se siano giusti o no questi incontri: mah, sinceramente non lo so. C’è chi dice che siamo “costretti a vivere sotto lo stupido potere di una persona che decide per noi” e ancora siamo “costretti ad assoggettarci a otto potenti col pallino di decidere per noi come se fossimo dei burattini” e “siamo sommersi dalla globalizzazione” e “i Paesi poveri vanno aiutati facendoli vivere, pregare, respirare”. Queste affermazioni sono in parte vere e in parte false, in parte attendibili e in parte manipolate a proprio piacimento. In ogni Paese, dagli Stati Uniti d’America all’Italia, passando per la Francia e il Giappone, ogni tot anni vengono indette delle elezioni.
Perché? Uno stato di 50-60 milioni abitanti non può governare con 50-60 milioni  persone al potere, altrimenti si verificherebbe il fenomeno dell’anarchia. Uno stato anarchico non può reggere più di una decina d’anni.
Quindi il problema viene risolto con le elezioni: la gente va a votare il proprio rappresentante, il quale avrà l compito di guidare, durante il periodo stabilito dalla Legge, il proprio Paese; in Italia ci sono state da poco, e queste hanno dato l’appoggio al centro-destra, ossia Silvio Berlusconi. Ovviamente c’è chi ha votato per il centro-destra, chi per il centro-sinistra, ma chi ha voluto scegliere questa seconda possibilità ora deve assoggettarsi alle decisioni del Governo attuale. Quello che succede nel mondo succede anche nelle nostre aule, infatti quando eleggiamo il “capoclasse”, eleggiamo un rappresentante della classe, il quale può avere idee concordanti o discordanti dalle nostre. Dunque, avendo deciso di mandare al potere il sig. Berlusconi, abbiamo deciso di affidargli l’incarico di fare le nostre veci in campo internazionale. D’Alema, Amato e prima ancora Prodi l’hanno fatto per l’altra faccia della medaglia, ora la medaglia si è voltata.
Certo che prima di giudicare il lavoro svolto, dobbiamo aspettare la fine della Legislatura. Appena ricevuto l’incarico, il nuovo Governo ha dovuto affrontare il problema gravoso del G8; qui i rappresentanti degli 8 Paesi più industrializzati si sono riuniti per discutere sul problema dell’aiuto ai Paesi più poveri, a Genova. Il luogo del summit fu scelto, se non vado errato, dalla sinistra, la quale era ben cosciente di dover mettere in atto ingenti misure di sicurezza per mantenere l’ordine; poi la patata bollente è passata al nuovo premier. La polizia ha risposto nei primi giorni solo con lacrimogeni e minacce, poi quando la situazione è peggiorata, ossia quando sono stati colpiti a sprangate da persone col volto coperto (a proposito, come mai coperto?), per legittima difesa e per istinto, hanno risposto con la forza. Vorrei vedere chi di noi, rinchiuso su una jeep di un metro quadrato, braccato a destra e a sinistra da pazzi che scagliano pietre, sprangate e calci, non reagisce. La dimostrazione pacifica (e sottolineo pacifica), è un diritto di ogni persona, purché si dimostri con striscioni e stendardi, non con armi e oggetti contundenti.
Il Genoa Social Forum, del sig. Agnoletto, ha sempre predicato la non-violenza, neanche fosse il nuovo Gandhi, poi le telecamere di Striscia cos’hanno scoperto? Che spranghe e bastoni venivano consegnati ai dimostranti “pacifici” a Genova: ma allora a chi la vogliono dare a bere? Se dovevano dimostrare pacificamente, a cosa gli servivano i bastoni? Forse ad aiutarsi durante la marcia solidale? Ma io credo che non il 100%, ma il 75 % della gente che è andata a Genova per manifestare, ci è andata solo per combinare casini e per andare in televisione come il “duro” della compagnia. Tutti questi, l’on. Bertinotti in primis, sfilavano con una raggiante Lacoste gialla, o scarpe Nike dopo aver mangiato un cheeseburger da McDonald’s. sfido chiunque dei cosiddetti anti-global, a trovarmi qualcuno di questi che a casa non ha una maglia o una scarpa della Nike, un computer, o qualsiasi oggetto Made in Taiwan or Japan. Perché le avete comprate, siete contro lo sfruttamento dei paesi poveri? Tutto ciò è collegato anche alle dimostranze in seguito agli attacchi avvenuti di recente. Tutti sappiamo che Osama Bin Laden ha attaccato la potenza U.S.A. nei suoi punti più strategici, il Pentagono e le Twin Towers. Personalmente non riuscivo a crederci quando vedevo le immagini, mi sembrava tutto uscito da un film, un film senza effetti speciali.
 Poi, l’8 ottobre, dopo una serie di colloqui mondiali, anche con il nostro Presidente e con il Ministro degli Esteri, George W. Bush, Presidente degli U.S.A., ha deciso di iniziare gli attacchi missilistici contro Kabul. Da qui le immagini che molti hanno definito crude e inammissibili, il vecchio che sotto il peso dell’età scappa verso il confine, il giovane che guida l’anziana madre, il bambino che in giovane età si vede colpito da un mostro invisibile. Ma perché non abbiamo mandato una telecamera anche sui 130 piani della Torre Nord o Sud a New York? Dev’essere che alla gente che guarda passivamente e crede passivamente alla televisione, fa più effetto vedere il vecchio, il giovane e il bambino, piuttosto che il manager, l’avvocato o l’operatore di borsa, che, essendo umano, viene colto da panico: vede che ormai il soffitto gli sta crollando addosso, cosa fa? Vede la finestra aperta, si lancia: è al 70 piano. Questa immagine non fa rabbrividire?
Gente che con fazzoletti bianchi cerca invano un aiuto, persone che prendevano un aereo e poi si ritrovano nell’aldilà… e poi dicono che fa più colpo un bambino o un vecchio…certo, colpiscono, ma non dimentichiamoci quello che è stato fatto: nelle Torri Gemelle ogni giorno circolano 150.000 persone, in buona parte turisti: immaginatevi voi, con i vostri figli, i vostri fratelli: andate sulla cima delle Torri per vedere il panorama, la Statua della Libertà, la Baia di NY: vi affacciate e vedete con vostro figlio un aereo che si schianta poco sotto di voi: cosa pensate, cosa fate? Scommetto che 3 persone su 5 non ci hanno mai riflettuto, perché queste immagini non sono mai state trasmesse in televisione, quindi l’utente passivo non le ha notate. Riderei in faccia a chiunque mi dice che su quelle Torri non c’era un bambino, che si è visto letteralmente crollare il mondo addosso. Potrei anche acconsentire con chi mi dice che un attacco immediato sarebbe stati sbagliato, e infatti gli Stati Uniti hanno atteso, hanno dato il tempo di ritornare indietro: ai talebani (per altro un regime di studenti, anche se la maggior parte ha 40-45 anni… mah, devono essere tutti dei ripetenti) venne proposta la possibilità di consegnare Bin Laden, loro cos’hanno fatto? Hanno imposto le condizioni: prove sufficienti, e posso essere d’accordo, poi però imponevano aiuti e sovvenzioni: cioè da una tragedia volevano ottenere solo vantaggi; alla fine, la reazione l’hanno voluta loro e io sono pienamente d’accordo con quanto è stato deciso finora. A chi mi dice: ma non pensi a quanta gente questi attacchi missilistici possono uccidere?
Come non ci hanno pensato loro al loro tempo, perché ci devono pensare gli americani? Hanno ucciso 5.000 persone! E a chi mi dice alla violenza non si risponde con la violenza, rispondo con le stesse parole precedentemente già dette: il regime afgano ha potuto tornare indietro, ricredersi, non l’ha fatto, adesso che ne paghino le conseguenze. E nonostante gli attacchi, continuano a insistere sulla loro linea politica, difendendo a braccia tese lo sceicco del terrore. Ora vediamo qualche notizia, che penso molti di voi non conoscano, ma prima, un po’ di cronistoria: siamo alle 8.46 ora americana, le 15.46 in Italia: un Boeing 767 apre uno squarcio di 30 metri all’altezza del 90° piano della Torre Nord, sventrando una parete d’acciaio, alluminio e vetro. Molte colonne esterne cedono, ma non sarà questo a provocare il crollo. L’impatto libera oltre 90.000 litri di cherosene, all’interno si sprigiona una fiamma di oltre 1.000 °C.
L’esagerata temperatura porta alla fusione delle travi d’acciaio, che in poco tempo si dissolve. Alle 10.28, le 17.48 italiane, i muri esterni cedono man mano che perdono connessione con i pavimenti. Questi ultimi, crollano l’uno sull’altro… la Torre Sud invece ha subito l’impatto alle 9.03, dove un secondo 767 colpisce l’angolo della Torre, all’altezza del 70° piano. Anche qui la temperatura raggiunge i 1.000 °C, l’acciaio perde dal 50 al 70% della sua forza. Alle 9.59, 29 minuti dopo la caduta della Nord, la parte superiore della Sud crolla verso l’angolo colpito e ruota lentamente; la Torre sotto il crollo dei piani superiori collassa. Un po’ di numeri: erano alte 417 metri, costituite di 110 piani ciascuna, pesavano 1 milione e mezzo di tonnellate, ampie 929.000 mtq., inaugurate dopo oltre 7 anni di lavori. Il crollo ha anche spazzato il Mariott Hotel, e gli edifici connessi alle due Torri, il World Trade Center. Contenevano 283 uffici, occupati circa da 55.000 dipendenti, 9 cappelle, 2 ristoranti, oltre 300 unità centrali di elaborazione computerizzate, 15 piani commerciali, 15 colonne per gli ascensori, 4 trombe per le scale che costituivano le uscite di emergenza. Alla loro base vi era la piazza, orgoglio di Manhattan, nei piani interrati, negozi, metropolitana, parcheggi e la ferrovia diretta a New Jersey si spartivano i posti.
Sei livelli sotto terra, i sotterranei del WTC sono stati gravemente danneggiati quando le Torri sono crollate. Genitori di origine italiana residenti a NY piangevano la morte del figlio, laureato a pieni voti e da poco assunto in una delle maggiori compagnie residenti nelle Torri: loro figlio non c’è più. Una famiglia è stata distrutta, anzi due, perché aveva moglie e due bambini. Coraggiosi pompieri non hanno esitato a lanciarsi tra le fiamme che avvolgevano ormai il “gigante ferito” nel tentativo di salvare qualche anima…tutto inutile…hanno perso la vita in più di 500…questo però è passato in secondo piano, tanto quello che la tv non ci fa vedere a noi non interessa, giusto? Il pericolo sembra sia nato su una linea che collega Londra, Amburgo e l’Arabia Saudita (figurarsi se non c’entrava qualche Paese fanatico e imbecille islamico): cioè a Londra vivevano i dirottatori, ad Amburgo hanno studiato il piano e i ricchi petrolieri sauditi hanno finanziato a suon di miliardi il progetto distruttivo (ma non erano mica poveri?). Non è neanche corretto chiamare i pazzi “Kamikaze”, ma essi sono semplici dirottatori, perché i kamikaze erano gli aviatori giapponesi che, durante la IIa Guerra Mondiale, davano la propria vita all’Imperatore, non alla fede fanatica e fondamentalista islamica. Un altro fatto che ha dell’incredibile e del falso, è quello che è accaduto nei giorni appena trascorsi a Perugia e ad Assisi, quando abbiamo visto la marcia della pace.
Io confesso la mia ignoranza: non credevo che ogni anno si verificasse questa manifestazione. Chissà perché quest’anno, alla luce dei fatti accaduti, questa iniziativa è balzata sui titoli della maggior parte dei quotidiani nazionali. Nelle immagini televisive e nelle foto riportate sui giornali si è potuta notare una cosa curiosa: accanto alle bandiere e agli striscioni contrassegnati con i colori dell’arcobaleno e con la scritta “PACE” stampigliata nel mezzo, si vedevano bandiere rosse con la falce e il martello: ora, affinché la marcia sia pacifica non si devono mostrare stendardi di partiti politici. Le stesse “Iene”, ne programma andato in onda  domenica 14 su Italia 1, sono andate a intervistare i parlamentari presenti, e, nelle veloci domande poste loro dall’intervistatore, i “geni”, i “promotori” non hanno saputo cavar fuori una risposta con un certo senso, solo qualche parolaccia e insulti vari.
Ora, se si stanno facendo raduni politici, che si portino bandiere rosse, nere, gialle, fucsia e blu…se si sta parlando di pace e di movimenti contro la guerra, si dimostri con striscioni legati alla vita e alla solidarietà. Sentendo la radio si vengono a conoscenza opinioni delle più diverse persone, idee discordanti che mostrano come la gente la pensi in modo diverso. Un tale rivendicava in un programma radiofonico quanto detto da un parlamentare leghista, l’on. Speroni, ossia che tutti gli islamici residenti in Italia debbano essere cacciati dal territorio italiano, perché potrebbero fomentare del terrorismo. La notizia è stata poi rettificata, in quanto tutto ciò che è stato detto corrispondeva a: “in molte moschee torinesi – spiegava un collega di Speroni – all’ora della preghiera, l’imam (che è il capo spirituale musulmano) con frasi provocatorie, invitava a mettere a rischio, qualora si rendesse necessario, la propria vita per la causa islamica e musulmana, tanto una volta morti, essi, in Paradiso, avrebbero ottenuto 47 vergini in uno splendido harem. Tutto quello che la Lega diceva era: visto che qui ci sono già abbastanza persone in grado di montare la testa alla gente, forse in questo momento di instabilità mondiale, sarebbe meglio non far entrare nel nostro Paese altri fondamentalisti. Dobbiamo però ricordare che in nessuna religione vi è la perfezione (anche nel cristianesimo vi è stata l’Inquisizione), ma dobbiamo altrettanto ammettere che il cristianesimo è, forse, la religione più tollerante. Infatti quando i primi gruppi di musulmani vennero in Italia a chiedere la possibilità di prestare luoghi, tipo chiese e monasteri, per poter permettergli di pregare, i parroci non presentarono timori, anzi, per quanto possibile, cercarono di soddisfare il loro desiderio.
Quando vollero costruire una moschea vicino Lodi, si è cercato in tutti i modi di accontentarli. Quando invece a Roma volevano costruire una moschea in grado di eguagliare la grandezza di S. Pietro, forse giustamente il progetto venne bloccato. Ora, sorgerebbe una domanda più che spontanea: perché noi dobbiamo prestare i nostri luoghi sacri a chi alla prima occasione cerca di fomentare odio proprio contro i gentili donatori? Cioè: perché non andiamo alla Mecca, a Kabul, in Arabia Saudita e chiediamo al governo locale la possibilità di costruire una Chiesa cristiana e di esercitare il nostro credo? Perché noi sì e loro no? Io non dico di chiudere le frontiere, lo Stato non si chiude in isolamento, perché ciò è la morte per una Paese, però maggiori controlli e severità nei confronti degli individui sospetti, questo ci vuole. Comunque sono consapevole che questo argomento lo sappia sviluppare meglio il grande Padre Lorenzo! Oramai tutti gli Stati mondiali sono impegnati nella lotta al terrorismo, tutti sono a fianco di America e Gran Bretagna. Qualcuno mi ha chiesto: ma cosa c’entra la Gran Bretagna con quanto successo negli States? USA e GB da ormai molto tempo sono legati da un patto di reciproco aiuto, per cui se una delle due si dovesse trovare in difficoltà, l’altro interverrebbe in aiuto e appoggio. Cina, Pakistan, Russia, Italia (sì, ci siamo anche noi), Francia, Canada…sono tutti alleati per combattere la grande piaga che si sta aprendo nel mondo mediorientale: il terrorismo; è difficile da definire, c’è chi lo identifica come un mostro senza volto, o come il nulle; proviamo a vedere la definizione per così dire “letteraria”: TERRORISMO= metodo di lotta di gruppi e  movimenti politici che, negando o vedendosi negata la possibilità di conseguire i loro fini con mezzi legali, cercano di rovesciare l’assetto politico-sociale esistente con atti di violenza organizzata (attentati, omicidi, sabotaggi…) – tratto da Il grande Dizionario Garzanti -; ora proviamo ad avvicinarlo a quanto successo: TERRORISMO ISLAMICO= metodo di lotta di islamici e musulmani che, vedendosi negata la possibilità di conseguire i propri fini con mezzi legali, cercano di rovesciare l’assetto politico-sociale esistente con atti di violenza organizzata (attentati alle Torri e al Pentagono, sequestro di persone…). Ma quali fini gli sono stati negati? Bisogna dire che Bin Laden è un po’ strano, per non dire irrazionale: da giovane (intorno ai 25 anni) lavorava per un ricercatore americano in un sito archeologico, nella recente intervista da lui rilasciata alla tv islamica indossava (lo avevate notato?) un perfetto cronografo Made in USA: come fa uno che porta in se un odio smodato per la grande potenza, prima lavorare con essa e usarne anche i suoi prodotti? A questo punto la cosa è una sola: egli purtroppo non è in grado di intendere e di volere, in campo medico: temporanea infermità mentale. È un contro senso! Ora dopo il terrorismo c’è il bio-terrorismo, cioè l’inquinamento tramite sostanze chimiche di zone abitate allo scopo di causare danno. Ormai i casi di inalazioni di antrace e carbonchio sono molteplici e purtroppo non solo negli USA ma anche in Italia e a Como. Antrace e Carbonchio provocano una malattia che si verifica negli erbivori, la quale però può essere trasmessa anche all’uomo, che porta alla formazioni di lividi nerastri: ora tanti ne parlano, ma io sinceramente di cosa fosse il carbonchio, proprio non lo sapevo! Il Primo Ministro britannico Blair ha adottato la linea dura: poiché tanta gente si diverte a fare scherzi alla povera gente, per chiunque abbia spedito lettere o pacchi contenenti antrace, egli chiede 8 anni di carcere, e ciò mi trova pienamente d’accordo. In questo periodo è facile trovare idee differenti su questi argomenti: io ne ho presi in considerazione sostanzialmente 5: il G8, l’11 settembre, il terrorismo, il problema religioso, il bio-terrorismo. Ognuno ha il diritto di esprimere la propria opinione, così chiunque voglia controbattermi o esprimere la propria solidarietà su quanto ho detto, mi risponda pure o mi critichi: il futuro del mondo è basato sul dialogo, se però entrambe le parti sono disposte a comunicare e a ragionare. 
Marco Malinverno
Ottobre 2001
                                                  
 In Loving Memory of Sept 11 Victims
          
 The Road to Heaven
While travelling along,
it’s not to late.
Take the road that heads to love
not the one to hate.
 
Hate is what took these buildings down,
with love is how we’ll remember those,
no longer around.
 
Take the right road and you will see,
how much sweeter life will be.
 
The road may be uphill and
strewn with stones,
so get rid of the weight
and lightened the load.
 
At the summit there is
a beautiful view,
all of God’s peace
open to you.
 
A New York Fireman,
Ground Zero,
09/11/2001
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