Articolo (1): La colpa e le conseguenze di poveri innocenti

Ad un anno dai tragici eventi della cittadina cecena, tutti si sentono vicini ai piccoli
LA COLPA E LE CONSEGUENZE DI POVERI INNOCENTI
La strage di Beslan, il sequestro di Denise: perché vigliacchi “elementi” se la prendono con gli indifesi
 
Proprio ieri (1 settembre 2005) era la ricorrenza di alcuni fatti tragici, apparentemente diversi, che hanno contraddistinto la stessa data di un anno fa. Tutti però hanno un minimo comune denominatore, tanto per usare un termine matematico: il fatto di avere i bambini come loro caratteristica peculiare. Ma ritorniamo alla storia recente: un anno fa, in un piccolo paesino siciliano scompariva nel nulla una bambina, la piccola Denise. A sentire le parole e a vedere le foto trasmesse da tutti i media, Denise è una bellissima bambina, con due occhini languidi e scuri che fanno presagire tutta la contentezza che possiede il cuore di un bimbo, l’esclusiva voglia di divertirsi con i propri pari, senza avere nessun problema per la testa, anzi si, uno: giocare. Eh si, perché, solo quello, per dei bambini di 3-4-5 dieci anni, dev’essere importante, poi per le responsabilità c’è tempo dopo i 10. Secondo le ultime notizie la bimba giocava sotto casa, si è avvicinato un camion ed è scomparsa nel nulla, volatilizzata. Sono indagate, come al solito, un sacco di persone, e dopo un anno, come molte volte accade in Italia, non si è cavato un ragno dal buco.  La nonna ha sostenuto di averla vista dal balcone poco prima che sparisse: ora la mia domanda è, ma la nonna, così come la madre, il padre, la sorella o sorellastra che dir si voglia, fanno giocare una bimba di pochi anni sola in mezzo alla strada? Mah. So certamente che in quella zona di pericoli mai se ne potevano presagire né immaginare, però si sa che con la gente che oggigiorno circola in giro, è facile che possa succedere qualcosa di grave a un proprio caro. Il fatto sta che dopo un anno, della piccola Denise non si sa più nulla, né si pensa ad un possibile movente. Niente. Un secondo fatto, ancor più tragico e ancor più sconsiderato è quello che è successo il 1° settembre 2004 in Cecenia, precisamente nella piccola cittadina di Beslan. Già , Beslan: suppongo che ben pochi (me compreso) conoscevamo il nome di un paese ormai dimenticato da dio, ai confini con le zone martoriate dai conflitti intestini russi, vicini a nazioni trafitte dalla miseria, come l’Afghanistan, dove si dice, dio venga solo per piangere. La codardia e la bruttezza di … di…  non mi vengono le parole per definirli: esseri umani non sono certo, animali penso proprio di no, per non offendere una categoria che almeno l’istinto lo possiede…va, li chiamerò “elementi”: dicevo, la codardia e la bruttezza di elementi meschini hanno avuto il coraggio, stavolta, di ricattare il governo di Mosca, non facendosi saltar per aria nei mercati o nella piazze, ma cadendo ancora più in basso: prendendo in ostaggio una scuola di bimbi al primo giorno di scuola. Tutti, e chi potrà dimenticarlo, al primo giorno, siamo stati un po’ emozionati, tutti abbiamo pianto vedendo la mamma che usciva e ci lasciava soli. Immaginate se invece che di fronte a una maestra giovane e gentile, ci si fosse presentato un “elemento” col mitra in mano. La codardia di prendere, uccidere e talvolta sezionare i cadaveri indifesi di poveri fanciulli porta a classificare questo atto terroristico come intollerabile e punibile sotto ogni punto di vista. Chiunque abusi e vilmente se la prenda con un bambino, non merita il perdono, perché prendersela con una persona (e si, quella è un Persona) più debole, è un atto che non merita grazia. Al diavolo l’abolizione della pena di morte, per certi atti sarebbe da reintrodurre nel modo più drastico. La violenza su minore, di qualunque genere essa sia, sessuale, morale o psicologica va condannata con la più pressante fermezza, per un semplice motivo: non ci vuole certo un Sigmund Freud o un Gustav Jung per capire che un bambino che subisce una violenza in tenera età, ne rimarrà segnato per tutta la vita, anche se cercherà in tutte le maniere di cancellare ogni esperienza dalla sua coscienza. La strage di Beslan è stata anche incentivata dall’ingresso delle truppe scelte russe, in pratica una succursale delle stesse che sono intervenute nel teatro a Mosca. Il governo Putin ha sempre sottolineato il fatto che loro non tratteranno mai con i terroristi, di qualsiasi matrice siano: ceceni, islamici, mafiosi…ed è per questo che sia nel teatro, gasando tutti, sia civili che terroristi, sia nella scuola di Beslan, di morti innocenti ce ne sono stati, e anche tanti. Fa ancora più nervoso vedere nelle immagini trasmesse da tutti i telegiornali di ieri che i preparativi per l’assalto alla scuola erano stati fatti con i volti sorridenti, con il presunto capo della guerriglia che soddisfatto sosteneva: io amo allah! Ma che dio o presunto tale potrà mai essere quello che ti porta ad uccidere BAMBINI?? Come puoi venerare un dio che ti impone o suggerisce questo? Possibile che proprio non lo capisci, razza di ottuso d’un guerrafondaio terrorista? L’obiettivo dei fanatici alla fine è stato compiuto solo in parte: il commando dell’esercito regolare ha stanato i guerriglieri e ha liberato i poveri fanciulli che erano rimasti all’interno, senza acqua, cibo e indumenti per gran parte della loro prigionia. Le immagini del salvataggio sono commoventi, quando presentano l’abbraccio con i familiari e altrettanto dure, quando si vedono le persone che, non avendo neanche le lacrime per piangere, sono consapevoli che non vedranno i loro bimbi tornare a casa. La Croce Rossa ha dato un ampio aiuto alle famiglie e alle popolazioni di quella zona martoriata, garantendo e soprattutto realizzando un centro di pediatria poco lontano dalla cittadina; molte famiglie italiane, così come per il dopo Chernobyl, si sono offerte di ospitare dei bambini per le vacanze, per ridargli una speranza e per garantirgli un futuro imminente basato sul gioco e sul divertimento. Sky ha accolto in redazione un nutrito gruppo di bambini, società calcistiche tra cui l’Inter e il Milan si sono impegnate a portare sostegno con le scuole calcio; le compagnie telefoniche nazionali, come ormai da sana e retta abitudine, hanno introdotto il servizio SMS per la donazione di un piccolo contributo per la costruzione di opere, al fine di garantire un futuro dignitoso alle famiglie già fortemente provate da questa e da tante sciagure. Siamo stati di nuovo di fronte ad un  fenomeno terroristico di portata nazionale, un po’ come l’11 settembre americano, l’11 marzo madrileno e il 7 luglio londinese: non a caso, il sito di aiuti umanitari istituito per l’occasione, chiama il 1° settembre 2005 “Russia’s Sept. 11”; è vero, siamo nella morsa del terrorismo, che anche noi italiani abbiamo vissuto con le Brigate Rosse, ormai quasi sedate, tuttavia oggi come oggi l’impegno campato per aria serve a poco, le parole dette alla rinfusa servono a niente; è per questo che ci vogliono i fatti, concreti e tangibili: un applauso in questo senso va al decreto Pisanu, ormai legge che si spera, una volta per tutti e con l’aiuto di tutti, maggioranza e opposizione, tagli per sempre le gambe, e la testa a questo mostro quanto mai oscuro e celato dietro l’ombra di una religione.
Marco Malinverno
Settembre 2005
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